martedì 6 agosto 2013
La filigrana - l'arte di lavorare il filo
Nuovo allestimento del Museo della Filigrana di Campo Ligure
Inauguraizone:
9 agosto 2013 - ore 17.00
con la presentazione della nuova immagine coordinata promozionale del museo e del catalogo delle opere in esso contenute.
L’Arte del lavorare di filo
L’opera in filigrana è eseguita con fili di metallo nobile in modo da formare svariati motivi decorativi che possono essere applicati a una lamina (tecnica a notte), o solamente sorretti da un filo più spesso, che ne costituisce la struttura portante (tecnica a giorno).
L’oro e l’argento, con la loro caratteristica duttilità si prestano mirabilmente a questo tipo di lavorazione.
La filigrana, come dice la parola, composta da “fili” e “grana”, consiste nell’impiego di una treccia di due fili metallici torti e poi schiacciati in modo da limitare ai due lati il caratteristico andamento primitivo dei due fili a filetto di vite: questo disegno ha l’aspetto di una granitura, per l’addensamento di minuscoli grani ai bordi, da tutto questo alcuni fanno derivare il nome “filigrana”.
Il museo
Il “Civico Museo della Filigrana Pietro Carlo Bosio” di Campo Ligure, ristrutturato nel 2008 grazie al determinante impulso del sindaco Antonino Oliveri, con l’ampliamento degli spazi espositivi, rappresenta un polo espositivo funzionale ed è il principale centro europeo di documentazione sulla filigrana.
Gli oggetti esposti risalgono a differenti epoche e sono raggruppati secondo le aree geografiche di provenienza; in questo modo è possibile distinguere le varie scuole di lavorazione. Ampio spazio è dato alla filigrana italiana che presenta come città protagoniste: Genova, Venezia, Cortina d’Ampezzo, Firenze, Roma e Trapani.
Tra le opere: l’acquasantiera trapanese di filigrana e corallo, la voliera genovese, il ciondolo propiziatorio e il tempio cinese, le mirabili filigrane smaltate russe della scuola di Carl Fabergé, il cocchio da parata indiano, i brucia-profumi peruviani, i manicotti etiopi e svariati altri piccoli capolavori che testimoniano i diversi usi, costumi e il gusto dei popoli della terra.
La visita nel mondo della filigrana può proseguire per le vie del borgo dove nei laboratori si possono incontrare gli artigiani filigranisti che sulla piastrella, con le loro brucelle, compiendo gesti antichissimi, modellano il filo e lo trasformano in gioiello.
Il museo è intitolato al benemerito commendator Pietro Carlo Bosio, filigranista promotore e fondatore con le istituzioni locali del Museo, appassionato collezionista degli oggetti esposti, che li donò nell’anno 2000.
giovedì 25 luglio 2013
La Fabbrica Birra Busalla in un libro
Nota come la più antica fabbrica di birra della Liguria, oggi la Fabbrica Birra Busalla è anche l’unica a vantare un libro interamente dedicato alla sua secolare storia.
La fabbrica nasce dalla mente imprenditoriale di Sisto Poggi nel 1905. Trovando terreno fertile nel commercio, la birra prodotta a Busalla diventa una delle più conosciute e amate. La stessa cittadina trova espansione proprio grazie al crescente dilagare dell’importanza della birra: la vicina ferrovia si dota di una “piccola velocità” dalla quale caricare, in apposite casse di legno refrigerate con l’abbondante ghiaccio locale, la birra per farla arrivare in tutta Italia.
Il volume sarà presentato nelle sale della Fabbrica Birra Busalla (Località Birra, 3 – Savignone GE), venerdì 26 luglio, alle ore 19.30 alla presenza dell’autore e delle autorità locali. Al termine della stessa degustazione delle birre prodotte nel birrificio.
Con il volume La Fabbrica Birra Busalla, Sagep Editori inaugura la nuova collana “Archeologia Industriale”.
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mercoledì 19 giugno 2013
Sapori da Sfogliare
I tabarchini a Sapori da Sfogliare
Sabato 22 giugno 2013
ore 11.00
Sala Convegni del Padiglione BLU della Fiera di Genova
l´evento Sapori da Sfogliare ospiterà lo Starbooks Lab
incontro sul tema:
Libri di cucina alla prova del fuoco. Le ricette dei libri di cucina verificate ogni mese sul web. Oltre la grafica, oltre la foto, dalla parte di chi cucina per davvero
nel quale 22 foodblogger provenienti da tutta Italia insieme recensiranno
La cucina dei Tabarchini - Storie di cibo mediterraneo tra Genova, l´Africa e la Sardegna di Sergio Rossi
un bel momento da condividere per il nostro lavoro e per la nostra città...
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sabato 25 maggio 2013
sabato 27 aprile 2013
venerdì 26 aprile 2013
giovedì 18 aprile 2013
Io, Raimondo Ricci
LUNEDÌ 22 APRILE 2013 – ORE 17.30 – SALA DEL MINOR CONSIGLIO – PALAZZO DUCALE – GENOVA – PRESENTAZIONE DEL VOLUME IO, RAIMONDO RICCI – MEMORIE DA UN ALTRO PIANETA A CURA DI DOMENICO GUARINO E ANDREA MAROTTA (SAGEP EDITORI, 112 PAGINE, 12 EURO).
Con la partecipazione di Stefano Bernini, vicesindaco del Comune di Genova, Anna Castellano, presidente di Sagep Editori, Emilio Ricci, figlio di Raimondo Ricci e Giacomo Ronzitti, presidente dell’Istituto Ligure per la Storia della Resistenza e dell’Età contemporanea. Saranno presenti i curatori.
Ingresso gratuito.
Per la prima volta, all’età di 92 anni (compiuti lo scorso 13 aprile) e dopo oltre settanta di impegno politico e civile, Raimondo Ricci ha deciso di raccogliere in un volume la propria storia. Un evento che Genova si appresta a celebrare lunedì 22 aprile, nella Sala del Minor Consiglio di Palazzo Ducale, con la presentazione in anteprima nazionale del volume Io, Raimondo Ricci – Memorie da un altro pianeta curato da Domenico Guarino e Andrea Marotta (Sagep Editori, 112 pagine, 12,00 euro).
Il libro raccoglie le memorie di Ricci, partigiano deportato nel campo di concentramento di Mauthausen, e dopo la seconda guerra mondiale figura centrale nella storia della Repubblica Italiana. Avvocato, parlamentare, senatore, membro della Commissione d’inchiesta sulla P2, presidente della Corte dei Conti e dell’ANPI (Associazione Nazionale Partigiani d’Italia), con questo volume Ricci sembra voler dire che il suo impegno non si è ancora esaurito. La sensazione che aver adempiuto fino in fondo al proprio compito non sia stato sufficiente, la necessità di dare ancora una volta testimonianza, e non in nome del passato ma di un presente e un futuro che appaiono largamente oscuri.
Ecco allora il senso vero di questo libro.
Dare forza alle parole quando le forze del corpo sono sempre più ridotte.
Lasciare traccia.
E non per sé ma per chi ancora può agire.
In esergo alle memorie di Ricci l’omaggio che il presidente Giorgio Napolitano dedicò allo stesso Ricci e dell’Istituto Ligure per la Storia della Resistenza e dell’Età contemporanea da lui diretto, in occasione del 25 aprile 2008.
La prefazione è di Luca Borzani, presidente di Genova Palazzo Ducale Fondazione per la Cultura. Il volume si conclude con un intervento di Massimo Razzi sull’episodio della rivolta del carcere di Porto Azzurro (LI) del 1987, risolta grazie alle capacità diplomatiche di Raimondo Ricci.
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